Racconti : Atlantic Gorica

Posted on 05/12/2011

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Dove eravamo rimasti?

Ah già, stavo recandomi nella poker room del Perla. Stavo arrancando verso la poker room del Perla per essere precisi. Dopo un passaggio radente in quella macchinetta infernale che tutti si ostinano a chiamare semplicemente Bankomat. Il display mi saluta come sempre molto cordialmente, per nome e cognome aggiungendo una frase che non credo reciti a tutti “Buonasera Fava, incredibilmente anche oggi potrà prelevare da questo sportello la cifra di…” e aggiunge un paio di numeri random che di solito non vanno oltre i 50euro.

Incredibilmente, bastardamente, nei casinò riesco a prelevare anche 500 euro alla volta. Dubito fortemente che siano realmente presenti, ma sanno (i bastardi) che sono un tipo onesto e che prima o poi, li restituirò con gli interessi. Morte permettendo.

In ogni caso riesco a cambiare il mio stack per l’ 1/2, e mi siedo in un tavolo dove quello meno ubriaco ha bevuto 18 montenegro. Io naturalmente sono chipleader in questo senso. Tra l’altro vedo di fianco a me il buon TheoVe, blogger di PokerStars, TopKapias, e un paio di regular del veneto che per definizione sono certamente al mio livello (alcolico intendo).

Per rendervi l’idea dello mio stato di SupernovaSbronz, sono Utg e sto con una mano trickando le chips da 5 euro, e con l’altra prendendo una bella sorsata di Lasko (decente birra slovena che costando poco più di due euro al Casinò è il mio unico sostentamento). Con la terza mano spillo KK e colto dai fumi metto le chips con cui trikkavo direttamente nel tavolo. Ovvero ho fatto una piccola apertura a 40 euro (tavolo 1/2) invece che 8. Non malissimo. Tutti foldano sorridendo, ed io fingendo indifferenza penso soltanto che se avessi fatto un errore del genere con 7 e 2 avrebbero chiamato in sei.

Dopo un inizio del genere, mi sono dedicato forzatamente a dire stronzate per un giro intero, come se ci fosse stato bisogno di dichiarare nuovamente la mia condizione psico-fisica, ma tanto ho pensato, tanto vale sottolineare che magari pensano che sono fuori. E avrebbero pensato bene.

Prendo un piccolo piatto con un bluff da 20 euro, e ne pago uno sempre in bluff contro un bluff più bluff del mio che mi spinge dentro i resti. Questa mano mi rimarrà impressa per sempre, non tanto per il pot, quanto perchè mi ha fatto rendere conto di quanto le persone normali tendano ad essere felicemente Loose da sbronze, mentre io non capendo più un me sesso (una Fava appunto), sono costretto a overthinkarmi in solitaria.

Due felici turisti si siedono insieme proprio di fronte a me, ed io guardo TheoVe. Ed io guardo TopKapias, e i due veneti rimasti. E per un attimo, un solo attimo, mi viene in mente quella scena di “Rounders” dove Matt Damon si siede al tavolo cash ad Atlantic City, un tavolo dove ci sono tutti i grinder suoi amici, e il “pollo” di turno che lascia gentilmente l’obolo della serata. Io sono molto più vicino ad essere un pollo che Matt Damon, ma per fortuna le sensazioni non hanno bisogno di trovare giustificazioni logiche.

Inutile dirvi che dopo un solo giro di orologio e di tavolo, i due Re Magi hanno donato birra a me, e oro a qualcun altro (600 grammi d’oro per l’esattezza). Le mani non ve le racconto perchè non hanno senso, ma era qualcosa di già scritto nel libro del destino.

Il terzo Re Magio (si dice Magio?) ha un’altra forma e un altro spessore. La sua corona è quella di vincitore del BigGame, la sua musa è una splendida mora che lo veglia da dietro (senza nessun doppio senso), il suo dono è voler giocare con noi comuni mortali. Manca solo mezz’ora alla chiusura del Casinò, e non so se vi è mai capitato di fare l’ultimo giro in un tavolo cash pieno di ubriachi e spewer, quando sai che mancano quattro mani alla fine.

Il mio range era tipo KK+, ma ahimè non vedo che un J alto per le restanti. E forse è meglio così, visto che non ho più visto una mano senza allin da lì alla fine. Con il buon Martinez che proprio nell’ultima mano, opta per il push con 32off lasciando la miseria di qualche centinaia di euro ad uno dei ragazzi veneti. Era il suo compleanno quella sera, ma davvero. E’ giusto essere generosi con chi compie gli anni.

Vis, io il 7 agosto faccio 41 anni. Non so se sono seduto ad un tavolo cash, credo di no. Ma se vuoi mandarmi un cesto di birre lo accetto volentieri.

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Posted in: Poker, Racconti, Scrivere